Tutorial riguardanti la produzione audio.

Tutorial sound design: pistola

In questo tutorial troverete le istruzioni e i campionamenti necessari a creare dei suoni realistici di pistola semiautomatica: tutto l’occorrente per iniziare subito a lavorare nel vostro videogioco o nel vostro film.

Creare un buon sound design non è unicamente questione di avere i suoni giusti. Usarli bene è importante esattamente quanto avere dei suoni di alta qualità.
Questo tutorial curerà ogni parte del sound design: vi dirà come usare i suoni, e vi darà i suoni giusti. A fine tutorial, avrete dei suoni professionali di pistola.

Queste metodiche e questi campionamenti son gli stessi utilizzati per produzioni audio professionali da LmK Music Production.

1 – Impianto audio

Assicuratevi di lavorare i vostri suoni su un impianto audio di qualità.

L’ideale sarebbe un impianto audio di riferimento.

L’impianto audio sbagliato molto probabilmente rovinerà i vostri risultati.

In questo articolo ne abbiamo parlato più approfonditamente: come riconoscere la qualità di una registrazione audio.

2 – Riverbero

Il riverbero incide all’incirca per il 50% della qualità del risultato sonoro finale.

È una delle più importanti caratteristiche acustiche. Il nostro cervello lo usa per contestualizzare un suono. Se non c’è, o non è realistico, si accorgerà immediatamente che c’è qualcosa che non va.

In questo tutorial abbiamo spiegato come creare un buon riverbero: tutorial riverbero.

Non sapete cos’è il riverbero? Non preoccupatevi: a breve faremo una guida dove ve lo spiegheremo.

Se non sapete come creare un buon riverbero, sappiate che il risultato finale del vostro lavoro non sarà al top. In quel caso, mandateci pure una mail: sapremo come aiutarvi.

3 – Mindset

Le pistole sono estremamente pericolose, rumorose e paurose.
Nei film hollywoodiani sembrano giocattoli, e si chiacchiera durante una sparatoria: non è così. Servono per uccidere. Durante una sparatoria il rumore è talmente forte che gli eserciti moderni sono dotati di cuffie insonorizzanti intelligenti, che entrano in azione alla presenza di spari in modo da evitare danni all’udito dei soldati.

Anche un professionista di armi da fuoco continuerà sempre a chiudere per un attimo gli occhi e serrare la mandibola allo sparo. Ogni pistola ha almeno 2 differenti sistemi di sicura per evitare che possa fare fuoco inavvertitamente. Quando si impugna una pistola non si mette il dito sul grilletto fino al momento dello sparo (“trigger discipline”).

Un suono di pistola realistico dovrà comunicare questo stream of consciousness: paura, rumore fortissimo, pericolo di morte, rumore corposo.

Se ci riuscirete, avrete ricreato un buon suono di pistola.

Vi sembra troppo? Non lo è: sparare da emozioni forti. Pensate che è emozionante anche solo andare a sparare sagome ferme in un poligono. Figuratevi trovarvi in una sparatoria. Chiaramente una sparatoria reale ha una grossa differenza con quelle che interessano a noi (videogiochi e film): ci si fa del male. Non è fatta per divertirsi.

4 – Campionamenti

Potevamo parlarvi di metodi che vi sarebbero costati ore di pratica e risultati non pari a una reale arma da fuoco.
Oppure darvi dei nostri campionamenti di alta qualità a basso prezzo.

Abbiamo scelto la seconda.

Eccovi i nostri campionamenti.

Da qui potete sentire le anteprime in alta qualità.

High-quality-pistol-sound-effects-previews

Sono prive di riverbero, in modo che possiate aggiungerlo voi in seguito, e adattare il suono a qualsiasi situazione.

Da qui potrete prenderli. Non fate caso alla qualità pessima delle anteprime di Pond5: il campionamento, in realtà, è in alta qualità come sentito dalle anteprime di Soundcloud.

Pistol-shot-sounds

Spari di pistola

Pistol-magazine-sounds

Rumore di caricatore

Pistol-slide-rack-sounds

Rumore di carrello

Seguite attentamente le istruzioni messe prima di questi campionamenti: un buon sound design non è solo dei buoni suoni, ma anche un loro corretto utilizzo.

A questo punto, avrete tutto il necessario per un sound design di qualità per le vostre idee.

Se avete problemi, non esitate a mandarci una mail: contattaci.

Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

Il nostro primo post.

E nel nostro sito potete ascoltare e vedere i risultati delle nostre conoscienze.

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Tutorial: come creare un buon riverbero

Per creare un buon riverbero dobbiamo prima di tutto capire la sua composizione:

  • Fase 1: prime riflessioni (eng: early reflections)
  • Fase 2: coda (eng: late reflections)

Le prime riflessioni sono la parte più complessa del riverbero: ci danno informazioni precise riguardo dimensioni della stanza e posizione del suono

Purtroppo, sono anche la parte di riverbero più difficile da programmare.

Come dice il nome, sono le prime riflessioni causate dalla riverberazione. Sono estremamente rapide: generalmente, arrivano meno di 100 millisecondi dopo la generazione sonora.

A causa della loro rapidità, verranno percepite come parte del suono.

La coda di un riverbero è il risultato della graduale perdita di energia delle onde sonore, riflessione dopo riflessione

Questa parte è causata dall’attenuarsi della riverberazione. Si chiama “coda” perché è una parte che, al contrario delle prime riflessioni, distinguiamo bene dal suono iniziale.

A seconda dei materiali che compongono l’ambiente in cui avviene la riverberazione, conterrà frequenze differenti.

La dimensione dell’ambiente in cui avviene la riverberazione influenza la durata della coda: al crescere delle sue dimensioni, aumenterà anche la durata della coda.

Generalmente, gli apparecchi in circolazione creano code di riverberazione abbastanza realistiche.

Adesso, vedremo come settare un unità di riverberazione in maniera efficiente.

Per comodità, ci riferiremo allo spazio riverberante come “stanza” (eng. “room”): le unità di riverberazione usano la stessa terminologia.

Attenzione: il riverbero è una delle caratteristiche acustiche più complesse di un suono: assicuratevi di avere un ottimo sistema di ascolto, prima di mettervi seriamente a editarne uno.

Come settare in maniera efficiente le prime riflessioni

Per prima cosa, azzerate il volume della coda del riverbero.
(Attenzione: i riverberi più economici non lo permettono. In quel caso, dovrete arrangiarvi un po).

Variare le dimensioni della stanza: più aumenterete i millisecondi di ritardo delle prime riflessioni, più la stanza sembrerà grande. Aumentateli o diminuiteli fino a ottenere la sensazione giusta.

Variare la posizione del suono: nei riverberi più sofisticati, potrete impostare differenti valori di millisecondi per canale. Più sottrarremo millisecondi a un canale rispetto all’altro, più il suono ci sembrerà provenire da quella direzione.

Protip: moltissimi riverberi tendono a creare prime riflessioni di volume molto basso. Ricordatevene, in caso non riusciate a percepirle adeguatamente.

Assicuratevi che il vostro riverbero stia creando delle prime riflessioni realistiche: purtroppo, molti riverberi non sono in grado di generarle.
Se vi accorgete che pur avendo scelto i giusti millisecondi di prime riflessioni il vostro riverbero non ha un suono credibile, non rimane che cambiare riverbero.
(O tenervi un riverbero scadente)

Come settare in maniera efficiente la coda del riverbero.

Lasciando le prime riflessioni al loro volume normale, avete 2 caratteristiche su cui poter agire:
Variare consistenza delle pareti della stanza: più il materiale delle pareti che compongono la stanza è solido, più sarà capace di riflettere le frequenze.
Questa caratteristica è generalmente controllata da un filtro passa bassi (LPF) e un passa alti (HPF).
Più solleverete la frequenza di taglio dell’LPF, più sembrerà di essere in una stanza con pareti metalliche.
Più solleverete la frequenza di taglio dell’HPF, più darete l’impressione di un ambiente che assorbe le frequenze basse (molto particolare. Per esempio, una sala con dei trattamenti acustici).

Variazione delle dimensioni della stanza: più la coda durerà, più la stanza sembrerà grande. Aumentate o diminuite i secondi di durata fino a ottenere la sensazione giusta.

Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

Il nostro primo post.

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Guida: quale DAW ha un suono migliore?

Nessuna.

I software audio hanno tutti la stessa qualità sonora

I software, svolgendo un elaborazione audio a livello virtuale, non hanno le limitazioni fisiche di un hardware. Come, per esempio, componentistica usurata o utilizzo di componentistica di bassa qualità.

L’elaborazione audio virtuale è semplicemente un enorme serie di raffinatissimi calcoli matematici. E i computer non sbagliano mai i calcoli.

Il fatto che il suono sia elaborato attraverso calcoli non ne rovinerà la bellezza

Per ogni secondo di suono, vengono eseguite almeno 44100 operazioni.

Questo vuol dire che un suono elaborato virtualmente viene analizzato 44100 volte al secondo.

E con la precisione di un calcolo matematico.

In poche parole: precisione millimetrica.

L’unica differenza di qualità sarà dettata dal tipo di scheda audio che utilizzeremo

Le DAW ci fanno sentire il risultato delle loro elaborazioni sonore attraverso la scheda audio.

Abbiamo creato una guida in cui guidarvi nella scelta di quella giusta per voi: 14 regole per scegliere la scheda audio giusta.

In questo post troverete il motivo per cui questo tutorial è stato scritto.

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Guida: i migliori outboard per registrazione audio

Nessuno.

 

Durante una registrazione il suono non deve essere alterato in nessun modo

Se alterate il segnale in registrazione, non potrete più tornare indietro su quell’elaborazione.

Se invece la registrazione è priva di alterazioni, potrete modificarla liberamente in post produzione. E, per esempio, annullare un editing che non v’è piaciuto. Oppure, migliorarlo.

O, ancora: riprendere la registrazione mesi più tardi, e trovarla completamente neutra e pronta per nuove elaborazioni eseguite con le vostre abilità migliorate.

L’unico outboard giustificabile è un limitatore, utile in casi estremi per evitare danni al registratore

Il limitatore può essere settato in modo che il segnale audio in ingresso non superi la soglia di clipping del registratore.

È utile in caso di tecnici inesperti o situazioni particolarmente instabili, in cui potrebbe avvenire la perdita di controllo del volume del segnale in ingresso.

Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

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Guida: come riconoscere la qualità di una registrazione audio

Per riconoscere la reale qualità di una registrazione audio dobbiamo assicurarci di essere in una situazione d’ascolto adeguata.

In termini tecnici: dotarci di un sistema d’ascolto di riferimento.

 

Un sistema di ascolto di riferimento è un impianto audio professionale, in grado di prevedere quando una registrazione suonerà bene nella maggior parte degli altri impianti audio.

Un impianto audio di riferimento ci fornirà un ascolto di qualità.

Neutro, privo di alterazioni.

(Abbiamo scritto una guida dove spieghiamo cosa siano queste alterazioni: cos’è la risposta in frequenza?)

Per cui se qualcun’altro ascolterà la nostra registrazione audio in un impianto non di riferimento, che altererà la qualità sonora della registrazione, ci sarà una sola alterazione sonora: quella del suo impianto.

Da questo fatto deriva il suo nome: ascolto di riferimento perché ci guiderà nella creazione e nel riconoscimento di materiali audio pronti per il mercato.

Valutare registrazioni da un impianto non di riferimento vuol dire non essere certi che suonerà bene da tutti gli altri ascoltatori.

Avessimo invece ottimizzato la registrazione audio su di un ascolto non di riferimento, i nostri  prossimi ascoltatori sentiranno qualcosa ottimizzato su di un impianto alterato.

Qualcosa con già un alterazione al suo interno.

A cui si sommerà l’alterazione portata dai loro impianti audio non di riferimento.

I nostri prossimi ascoltatori sentiranno una registrazione alterata due volte.

In altre parole: una registrazione da buttare.

(E, anche tutti i nostri ascoltatori fossero in studio di registrazione, sentirebbero chiaramente gli errori nella registrazione)

Se non siete dotati di un sistema audio di riferimento, non vi rimane che fidarvi di chi lo ha.

Gli studi di registrazione e di produzione musicale spendono soldi e tempo a ottimizzare i loro ascolti proprio per poter fornire un importante servizio di quality check sulla qualità delle registrazioni audio.

Abbiamo creato dei tutorial per creare degli ascolti di riferimento.

In queste guide vi spiegheremo come ottenere un ascolto di riferimento, da cui poter riconoscere e anche creare materiale audio di qualità.

Se le seguirete con attenzione, otterrete un sistema audio di riferimento.

Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

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Perché nessun suono è irripetibile?

Perché ogni fenomeno fisico è registrabile e analizzabile.

E quindi, riproducibile.

Tutto quello che può essere osservato e analizzato è riproducibile.

Il suono non è qualcosa di impalpabile o teorico: è un fenomeno fisico. Lo possiamo sentire.
(In questo link troverete la spiegazione di cos’è un suono.)

E anche vedere, grazie a spettrometrie, sonometrie e analisi d’immagine stereofonica.

Un suono non è altro che una somma di frequenze dotate di fase: possiamo analizzare quali frequenze e con quale fase costruiscono un suono, e riprodurle quando e come desideriamo.

Possiamo addirittura costruire una simulazione virtuale di uno strumento, e farla suonare.

Non molto differentemente da come edifici e aeroplani vengono testati al computer ancora prima che siano costruiti, in modo da evitare rischi per chi li userà.

Questa tecnologia si chiama sintesi a modelli fisici (in inglese, physical modeling).

L’unica cosa realmente irriproducibile è la fantasia.

La capacità di ognuno di noi di raccontare una storia diversa con l’arte.

La capacità di inventare musica nuova.

I suoni che la creano, con un po d’impegno, possono essere ricostruiti. Indifferentemente da che apparecchio li abbia creati.

La fantasia no.

Serve un artista.

Per tutto il resto, basta un computer.

Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

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5 consigli per migliorare l’acustica della tua stanza.

Semplici consigli per risolvere i problemi acustici della vostra stanza.


In questo tutorial vi spiegheremo come risolvere i problemi acustici più semplici della vostra stanza.

Come migliorare la qualità della musica che ci sentirete dentro.

Quasi tutti i miglioramenti acustici volgono a un obiettivo: eliminare le riflessioni.
Le riflessioni sono versioni alterate del segnale iniziale, che confonderanno il risultato finale, rovinando la qualità d’ascolto.

Un altro grosso problema sono le onde stazionarie, ma è un fenomeno troppo complesso per essere trattato in un tutorial  base.

Questo tutorial è una guida base per risolvere i problemi acustici meno gravi: i trattamenti in caso di gravi problemi acustici sono un argomento estremamente articolato, e sono estremamente costosi e complessi da fare.

In caso questo tutorial non basti a dare alla vostra stanza un’acustica adeguata alle vostre esigenze, vi consigliamo di rivolgervi a uno specialista di trattamenti acustici.

  • Non lasciate gli angoli vuoti.

    Gli angoli sono delle zone acusticamente molto particolari: se sono vuoti, possono creare problemi.

    Potete per esempio chiuderli appoggiandoci sopra dei pannelli di lana di roccia non troppo densa (state sotto i 100Kg/M3).

  • Non lasciate le pareti spoglie

    Le pareti spoglie creano riflessioni.

    Avete molti modi per farlo: stoffa, pannelli di lana di roccia compositi (un pannello di lana di roccia al di sotto dei 50Kg/M3 con al di sotto sotto un pannello di lana di roccia tra i 70 e gli 80Kg/M3), gommapiuma…

    Il vostro obiettivo sarà impedire alle frequenze di rimbalzarci sopra.

    Tenete conto che più le frequenze sono alte, meno il materiale per attutirle dovrà essere denso. Vi mostreremo in un altro articolo come calcolare approssimativamente questo fattore.

    Non esagerate, altrimenti avrete una stanza esageratamente asciutta. Generalmente si consiglia di lasciare almeno 1 parete senza particolari trattamenti.

  • Non lasciate il soffitto spoglio.

    Come le pareti, anche il soffitto può creare riflessioni.

    I sistemi per trattarlo sono uguali a quelli delle pareti.

  • Non lasciate la stanza vuota.

    Divani, poltrone, armadi con libri… Qualsiasi cosa popoli la stanza ne può migliorare l’acustica attutendo le onde sonore e impedendogli di rimbalzare freneticamente per la stanza, creando riflessioni.

    Ovviamente non esagerate, altrimenti non vi ci girerete dentro.

  • Analizzate la stanza con dei sistemi scientifici per capire quali sono i suoi problemi.

    Non fidatevi solo del vostro orecchio: per capire bene per quali frequenze la vostra stanza ha dei problemi, la dovete misurare con apparecchiature scientifiche.

    Per i più coraggiosi che volessero farlo, faremo un articolo in cui spiegheremo come fare un analisi acustica base di una stanza.


Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

Il nostro primo post.

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Il nostro primo post.

Salve amanti della musica.

Avete appena scoperto uno degli elementi più importanti del nostro nuovo sito: il blog di LmK Music Production.

Perché un blog?

La nostra missione è espressa chiaramente in qualsiasi parte del nostro sito: fare della buona arte. Fornire soluzioni audio convenienti e di qualità.

Sia di persona, che non.

Il nostro scopo non è far soldi con l’arte.

Il nostro scopo è usare i soldi per creare arte.

Non chiediamo di essere pagati perché ci piacciono i soldi.

Chiediamo di essere pagati per poter creare nuova arte.

Quindi, anche se non siete nostri clienti, ma state comunque seguendo un obiettivo artistico,

saremo felici di condividere con voi il nostro sapere.

Tutto ciò conduce a un’interessante particolarità di questo blog: non ci saranno bugie.

Leggere i soliti articoletti, frutto del marketing, privi di qualsiasi contenuto significativo, ci fa stare male.

Contrariamente, noi vi offriremo consigli professionali fruibili fin da subito.

Scriveremo come se stessimo scrivendo a uno dei nostri clienti.
A un nostro amico.

E, come avrete modo di vedere, tutte le soluzioni che proporremo saranno veloci, di qualità, ed estremamente convenienti.

Come abbiamo sempre affermato.

Ora vi chiederete: “Dov’è la fregatura?”

È semplice: non c’è.

Pronti a partire?

8 passi per spiegare cos’è il suono.

Cos’è un suono?

  • Un suono è un fenomeno fisico.

    Acustico, per la precisione.

    Infatti, se vi mettete di fronte a un impianto audio molto potente, sentirete il vostro corpo che vibra colpito dalla vibrazione sonora.

    Diventa musica quando viene utilizzato per scopi artistici.

  • Un suono è una vibrazione.

    E viene percepita dal nostro orecchio.

    Infatti, viene misurato con 2 sistemi:

    •         Velocità di vibrazione, in Hertz (Hz)

    Che dirà che intonazione avrà questo suono.

    •         Intensità di vibrazione, in deciBel (dB)

    Che dirà quanto questo suono è forte.

  • I suoni son composti da frequenze dotate di fase.

    • Un suono, a parte un particolare suono chiamato “sinusoide” (noto anche come “suono puro”), non è mai composto da una sola vibrazione.
    • Ogni vibrazione che lo compone si chiama “frequenza”, ed è dotata di fase.
    • La somma di tutte queste frequenze si chiama “spettro”

    Infatti, la spettrometria si chiama così perché misura lo spettro di un suono, dicendo quali frequenze lo compongono.

  • La vibrazione viene generata in tanti modi.

    Dalle corde di una chitarra, per esempio. O da un tamburo colpito da una bacchetta. O da una canna di organo a canne, messa in vibrazione da un potente soffio d’aria generato da un compressore.

    O anche da un altoparlante percorso da un segnale elettrico, come per esempio quello di un sintetizzatore, che vibra a seconda del segnale inviato.

  • La vibrazione, in seguito, viene trasmessa da un mezzo.

    Per esempio attraverso l’aria: il corpo che ha generato la vibrazione colpisce le particelle d’aria nelle sue immediate vicinanze, che a sua volta colpiscono altre particelle vicine a loro, generando così un effetto domino che porta la vibrazione al nostro orecchio.

  • Ogni mezzo di trasmissione ha le sue caratteristiche.

    Per esempio, l’acqua trasmette il suono molto meglio dell’aria. Infatti, quando siamo immersi, ci sembra tutto più vicino.

    Non sentiamo bene come quando siamo fuori dall’acqua principalmente perché l’acqua altera il funzionamento del timpano (e, se scendiamo troppo in profondità, lo rompe proprio).

    Altro esempio le mura: sono dei pessimi conduttori acustici, e infatti abbassano di parecchio l’intensità della vibrazione (attutendo i suoni) e ne sopprimono le frequenze più alte (rendendoli più chiusi. Il tipico suono cupo che sentiamo quando siamo fuori da una discoteca.)

  • I suoni non hanno misteri, e possono essere riprodotti.

    Da questo si capisce che nessun suono ha dei misteri: ogni suono è misurabile nei suoi minimi particolari. E se è misurabile, lo possiamo analizzare.

    E se lo possiamo analizzare possiamo capire da cosa è composto, e quindi ricostruirlo a nostro piacimento.

    In fondo, un suono è unicamente una somma di frequenze. Per ricostruirlo, basta sommare tutte le frequenze che lo componevano. (Sì: questo è il principio su cui si basa la famosa sintesi additiva, di cui parleremo in un altro articolo.)

Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

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Guida: 7 regole per scegliere bene un computer per registrare.

Consigli intelligenti per il tuo prossimo computer per registrare.

Il computer è la parte centrale di ogni rispettabile studio di registrazione moderno.

Dal più piccolo home studio fino a strutture in grado di riprendere orchestre.

In questo tutorial vi spiegheremo come scegliere il computer giusto per le vostre registrazioni.

Il tutorial è riferito a situazioni non estreme (max 30/40 CHcontemporaneamente).

  • Non preoccupatevi della CPU.

    Registrare, anche molte tracce, è un compito che le moderne CPU svolgono senza alcun problema.

    Moderne s’intende dal dual core 2.5Ghz in su.

  • RAM

    Non avrete bisogno di particolari quantità di RAM. Con 2 GB potrete tranquillamente operare nelle più tipiche situazioni moderne (riprese anche fino a 20CH).

    Se volete andare sul sicuro, sopratutto per quanto riguarda possibilità di utilizzo del computer durante le registrazioni con più canali, 4 Gb sono un’ottima scelta.

  • Hard Disk.

    I moderni hard disk SATA sono in grado di reggere registrazioni multitraccia fino a quantità esorbitanti di tracce.

    Non c’è bisogno di comprare attrezzature particolari tipo hard disk da 10.000 RPM o sistemi SSD.
    Anche per quanto riguarda le dimensioni, è praticamente impossibile riempire un Hard Disk da 80 GB in una sola sessione. 

  • Non preoccupatevi del sistema operativo.

    Per registrare, va bene qualsiasi sistema operativo supporti la vostra scheda audio.

    Anche il leggendario Windows Xp.

  • Preoccupatevi della rumorosità (se è nella sala in cui registrate).

    Le ventole dei computer fanno rumore: assicuratevi che il vostro computer non crei talmente tanto rumore da dare fastidio alle registrazioni, o che abbiate la possibilità di posizionarlo in una sala separata a quella della ripresa.

    Una porta chiusa basterà a isolare il suono.

    In caso siate nella stessa sala, dovrete far conto di posizionarvi a una distanza adeguata dai microfoni (userete cavi molto lunghi per i microfoni).

  • Mac, Linux o Windows?

    Indifferente.

    Il sistema operativo non influisce sulla qualità di registrazione.

    In realtà, nessun software influisce sulla qualità di registrazione. È unicamente la componentistica audio a influire.

  • Deve essere perfettamente affidabile.

    Le registrazioni non ammettono errori: il vostro computer dovrà essere solido come una roccia.

    Ogni errore sarà irrimediabile.

    Usate unicamente computer di cui siete sicuri al 101% della loro stabilità sia software che harware.

    Sceglieteli come se steste scegliendo un attrezzatura medica.

Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

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E nel nostro sito potete ascoltare e vedere i risultati del nostro lavoro.


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Guida: 9 step per posizionare bene i monitor da studio

10 minuti per sistemare i vostri monitor da studio.

In questo tutorial vi daremo 9 semplici step per posizionare correttamente i vostri monitor audio da studio.

Questo è un tutorial per posizionare dei monitor audio da studio near field.

Premessa: avrete bisogno di 1 cavo/filo di 2mt, una livella laser e un’asta microfonica.

Va bene una qualsiasi livella laser: se ne trovano a pochi € in un qualsiasi negozio di utensileria.
Come questa, per esempio.

www.bricoman.it

www.bricoman.it

  • Controllate di avere le casse giuste dal nostro tutorial per scegliere i monitor giusti.

    Che troverete a questo link: 

  • Scegliete una stanza con queste caratteristiche (leggi sotto).

    Più caratteristiche riuscirà a rispettare, migliore sarà il vostro studio.

    • Muri spessi
    • Muri di materiale denso
    • Muri irregolari (pietra a vista, per esempio)
    • Muri non spogli (armadi con vestiti, armadi con libri, poltrone, divani…)
    • Angoli non spogli (gli angoli son delle zone acusticamente particolari
    • Non è vicina a camere da letto/zone abitate frequentemente
    • Non è in vicinanze di sistemi di trasporto pubblico rumorosi (metro, tram, treno, base di lancio missilistico…)
    • Non ha vicini rumorosi
    • Poco umida
    • Ha temperature non eccessivamente alte/basse
  • Scegliete e posizionate il banco da lavoro.

    Preferite banchi solidi e pieni (senza spazio per le gambe sotto): avranno una migliore resa acustica.

    Mettetelo con le spalle verso la parete più larga, e allontanatelo leggermente dal muro (intorno ai 30/40cm è generalmente ok).

  • Mettete i monitor sul bordo del banco.

    Qualsiasi cosa mettiate sotto i monitor rischierà di creare riflessioni. E le riflessioni alterano il segnale.

    Cercate di tenere il fronte delle casse il più sgombro possibile, ma senza eccedere nella preoccupazione: una tastiera, per esempio, non creerà particolari problemi.

    E, sì, state immaginando bene: metterle dietro un enorme banco di mixing con millemila fader non è una buona idea.

    Provate a mettervi un quaderno sotto il mento mentre parlate, e ascoltate la differenza. E la voce umana ha molte meno frequenze di un segnale audio.

    Giusta posizione casse bordo.

    Giusta posizione casse bordo.

  • Mettete i monitor in modo che i tweeter siano all’altezza delle vostre orecchie.

    Gli alti sono estremamente direzionali: per poterli sentire bene dovrete puntarveli esattamente all’altezza delle orecchie.

  • Impostate il triangolo.

    Mettete le casse in modo da creare grossomodo un triangolo equilatero con ad un vertice la vostra testa.

    Un metodo rapido è mettere usare le vostre braccia come righelli: distendetele a creare grossomodo un triangolo equilatero, e mettere le casse davanti ai palmi delle vostre mani.

  • Perfezionate il triangolo.

    Estendete l’asta microfonica verticalmente, e mettetela dove sarà la vostra testa.

    Prendete il cavo, misurate la distanza tra asta e tweeter e, tenendola col dito, usatela per uguagliare le distanze tra questi punti:

    • Tweeter 1 – Tweeter 2
    • Tweeter 1 – Asta
    • Tweeter 2 – Asta

    Così, avrete ottenuto un perfetto triangolo equilatero.
    Come quello in questa figura.

    Monitor da studio posizionati correttamente.

    Monitor da studio posizionati correttamente.

  • Puntamento laser.

    Appoggiate la livella laser sopra i monitor, esattamente sopra il tweeter, e girate il monitor fino a che il tweeter non sia allineato con l’asta microfonica.

    Ovviamente, non spostate assolutamente asta o monitor: girate i monitor in modo che il tweeter sia rivolto verso l’asta.

  • Vittoria.

    Stappate lo spumante e mettete Lateralus dei Tool a tutto volume nel vostro impianto ora finalmente posizionato in maniera perfetta.

A questo punto, il vostro impianto sarà posizionato in maniera eccellente.

In altri tutorial vi spiegheremo come preparare acusticamente la stanza dove avete messo i monitor come risolvere eventuali problemi acustici che stanno rovinando l’affidabilità dei vostri monitor da studio.


Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

Il nostro primo post.

E nel nostro sito potete ascoltare e vedere i risultati del nostro lavoro.


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Cos’è l’HRTF? Una spiegazione rapida

Iniziamo a fare amicizia con la psicoacustica.

L’HRTF è la funzione di trasferimento della nostra testa (Head Related Transfer Function).

Ovvero: la risposta in fase e in frequenza della nostra testa, in quanto una funzione di trasferimento è una particolare formula matematica che raccoglie entrambe le informazioni.
Il modo in cui la nostra testa modifica i suoni che arrivano ai nostri timpani.

Queste modifiche sono date dalla conformazione fisica della nostra testa: naso, fronte, bocca, capelli, consistenza ossea, padiglioni auricolari… Ogni nostra fattezza che il suono incontri prima di arrivare al timpano. E, in caso arrivi da più in basso, anche le nostre spalle.

Ogni “ostacolo” incontrato andrà a modificare impercettibilmente il suono, variandone frequenze e fasi.

Quindi, a seconda della provenienza del suono (davanti, dietro, sopra di noi, sotto di noi), andrà incontro a differenti ostacoli. E differenti modifiche acustiche.

Il nostro cervello ha memorizzato finemente queste caratteristiche, e le sfrutta per capire da che parte arrivi un suono.

Motivo per cui, anche se chiudiamo gli occhi, continuiamo a capire la posizione di una fonte sonora.

L’organo che più caratterizza queste modifiche sono i padiglioni auricolari: tutte le loro circonvoluzioni servono a caratterizzare maggiormente le modifiche sonore, facendocele “sbattere sopra”.
(Finalmente avete scoperto come mai le orecchie sono così “strane”, anziché essere semplicemente piatte.)

Ecco un esempio di HRTF frontale (linea continua) e posteriore (linea tratteggiata).

HRTF frontale e posteriore

HRTF frontale e posteriore

Se applicheremo la risposta in frequenza della linea continua a un segnale, il nostro cervello capirà che questa fonte sonora si trova davanti a noi.

Se applicheremo la risposta in frequenza della linea tratteggiata a un segnale, il nostro cervello capirà che questa fonte sonora si trova dietro di noi.

Va da se che ognuno di noi ha una diversa conformazione fisica, per cui le HRTF non saranno mai perfettamente identiche. Ma, comunque, c’è una sottile somiglianza tra tutte le HRTF che permette al nostro cervello di interpretare relativamente efficientemente anche segnali elaborati con HRTF altrui.

E sapete che esistono sistemi per registrare in HRTF, così la nostra registrazione non localizzerà solo destra e sinistra (monodimensionale) ma anche sopra, sotto, a fianco (tridimensionale, o binaurale)?
Ecco uno dei più diffusi: una dummy head (in italiano, all’incirca, “testa di manichino”)
Dummy head (Neumann KU100)

Dummy head (Neumann KU100)

 

Ovvero, un apparecchio che simula le fattezze di una testa umana, con dei microfoni posizionati al posto dei timpani. In modo da tentare di registrare efficientemente le informazioni HRTF.

E funziona piuttosto bene: le registrazioni fatte con questo apparecchio permettono di ascoltare quasi come se si fosse presenti nella scena.

A livello software, esistono dei codificatori HRTF che permettono di allegare informazioni HRTF a un segnale, dandogli così spazialità 3D.

Un altra interessante implementazione di HRTF sono praticamente tutte le cuffie moderne: per cercare di ovviare all’effetto “suono all’interno della testa” delle cuffie, si cerca di imprimere un impronta HRTF frontale agli altoparlanti.

Che è anche il motivo per cui le risposte in frequenza delle cuffie non sono interpretabili “a occhio nudo”.

Ecco un esempio di, tra l’altro, un’ottima cuffia professionale

http://www.headphone.com/

http://www.headphone.com/

Anche se la curva è piuttosto irregolare, il risultato sonoro sarà comunque affidabile dato che le irregolarità son dovute a una particolare impronta HRTF frontale.

Non perfettamente frontale, dato che la tipica posizione di 2 altoparlanti è in 2 vertici di un triangolo equilatero in cui 1 dei vertici è la nostra testa.


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Il nostro primo post.

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10 regole per scegliere le cuffie giuste

Consigli intelligenti per trovare le cuffie giuste per te.

Le cuffie sono un attrezzatura audio abbastanza particolare, e in molti casi indispensabile.
Sia per motivi professionali (riprese live)
…sia un po meno (coinquilini che vogliono dormire).

In questa guida vi mostreremo le regole per scegliere quelle giuste per voi.

  • È meglio siano richiudibili.

    Le cuffie sono delle attrezzature che è praticamente impossibile rimangano sempre nel vostro studio.
    Data questa caratteristica, è fortemente consigliato prendere dei modelli richiudibili.

    Cuffia richiudibile.

    Cuffia richiudibile.

    Se prendete dei modelli fissi non troverete custodie adatte, e saranno anche abbastanza ingombranti.

  • È meglio siano robuste.

    Come detto precedentemente, le cuffie son il tipico strumento che non rimane chiuso in studio. E, anzi: vedranno parecchio rock’n’roll, facendo da una testa all’altra durante le vostre serate.
    Quindi, cercate dei modelli di costruzione solida. Preferibilmente con copertura dei padiglioni sostituibile con relativa facilità: sarà la parte più soggetta a usura.

  • Le cuffie non hanno grafici di risposta in frequenza affidabili: fidatevi solo della prova d’ascolto.

    È la caratteristica più peculiare delle cuffie: i loro grafici di risposta in frequenza non sono interpretabili.
    Quindi, non potrete capire qual’è la più fedele semplicemente leggendo i grafici di risposta in frequenza.

    Questo è dovuto a un approccio estremamente particolare adottato durante la loro progettazione: l’implementazione di un impronta HRTF nella loro risposta in frequenza.

    Per chi volesse avventurarsi nella spiegazione di questo argomento, abbiamo preparato questo tutorial: *articolo*

  • Non compratele con intenzione di sistemare suoni o mixare.

    Un altra conseguenza del punto precedente è il fatto che le cuffie, per quanto buone, sono abbastanza inaffidabili.
    Data la loro natura costruttiva odierna, la cuffia lineare è praticamente impossibile.

    Per alcune persone saranno più lineari, per altre meno.

    Il giusto modo di usare le cuffie è tipicamente per monitoring. Ovvero: pura supervisione del progetto, senza grandi pretese di fedeltà sonora o di editing audio.

    Scoprirete con l’esperienza quanto potrete osare con le vostre cuffie nell’editing audio.

  • Provatele sempre.

    Purtroppo, molte cuffie anche di fascia alta presentano qualità sonora scadente.

    Il che, sommato al fatto che la curva di risposta in frequenza non è interpretabile, rende la scelta di un paio di cuffie affidabili abbastanza empirica.

    Non ci son molti metodi scientifici per decretare quale sia la migliore: dovrete mettervele in testa e provarle.

  • Non aspettatevi isolamento dall’esterno.

    Anche le cuffie dall’aria più imponente non offriranno un buon isolamento dall’esterno.

    Quindi, preparatevi a “intrusioni sonore” dall’ambiente circostante.

    L’unica eccezione sono le cuffie per batteristi in cui è specificamente indicata la loro capacità di abbattimento sonoro in dB.

  • Non preoccupatevi del tipo di cavo.

    Se è corto potrete comprare una prolunga (estremamente economica), se è lungo potrete semplicemente tenerlo arrotolato.

  • Fate attenzione al comfort.

    Per utilizzi di poco tempo, nessuna cuffia moderna presenta particolari controindicazioni.

    Se invece volete tenerle indossate per parecchie ore (un evenienza non troppo remota), assicuratevi che si adattino bene alla vostra testa.

  • Le cuffie buone non sono appariscienti: son fatte per suonare, non per sembrare.

    Se la cuffia che state vedendo ha un estetica particolarmente appariscente, è molto probabile che il lato tecnico sia stato trascurato: le cuffie professionali sono strumenti di lavoro. La loro apparenza estetica è ininfluente.

    Questo fenomeno è particolarmente frequente in questi ultimi anni, in cui le cuffie son diventate anche un accessorio di moda.

    Ma, se siete qua, la vostra intenzione non è sembrare: è fare.

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