Tutorial riguardanti l’utilizzo di strumenti musicali: chitarre, sintetizzatori, VSTi, batterie…

Guida: come registrare la voce con qualità studio in casa

Guida: come registrare la voce con qualità studio in casa

Seguendo con precisione questo tutorial, sarete capaci di ottenere registrazioni vocali di qualità discografica con poche centinaia di euro di attrezzatura.

Queste tracce son state registrate con questo metodo.

Prima sezione: occorrente

Scheda audio e computer

  • Una qualsiasi scheda audio compatibile con driver ASIO e dotata di ingresso XLR/combi.
    Se volete approfondire, potete leggere la nostra guida per scegliere la scheda audio giusta.
  • Qualsiasi computer in grado di far girare efficientemente la scheda audio è pronto a registrare una voce.

Vi sconsigliamo di utilizzare registratori multitraccia, in quanto complicano tantissimo la procedura ripresa.

In caso vogliate registrare solo la voce, Focusrite Scarlett Solo o Steinberg UR12 son ottime scelte.

Microfono

Prima di tutto: non preoccupatevi della marca.
Nella maggior parte dei casi marca migliore vuol dire unicamente migliore resistenza a urti e usura, e non miglior qualità sonora. Entrambe situazioni evitabili con un po’ di cura nell’utilizzo.

Per ottenere risultati professionali potete scegliere tra 3 tipi di microfono, rigorosamente a condensatore.
Li elenchiamo in ordine di qualità sonora.

Scelta migliore: microfono di misurazione ("sonda")

Un ottimo esempio è il Behringer ECM 8000: economicissimo e di qualità sonora elevata. Unico problema: i microfoni di misurazione economici sono un po fragili. Meglio girare con uno spare (microfono di riserva).

Behringer ECM 8000

Scelta intermedia: microfono "overhead"

Molto buono anche questo. Di qualità inferiore al microfono di misurazione, ma comunque adatto.

Behringer C2

Scelta di riserva: microfono a diaframma largo

La scelta peggiore in quanto a qualità, ma comunque ancora adatto a compiti professionali.
Risparmierete di sicuro in quanto di facilissima reperibilità: è impossibile non abbiate un amico a cui poterlo chiedere in prestito.

Behringer B2

Stanza

La più silenziosa che trovate: una sedia mossa dai vicini o un tram che passa potrebbero rovinarvi la registrazione.
Deve avere pochissimo rimbombo (in gergo tecnico, “riverbero”), per evitare di sporcare la registrazione.
Generalmente, le camere da letto (a dispetto dell’aria poco professionale) si prestano bene: letti, divani, poltrone, armadi con vestiti, scaffali con libri… Tutti tipi di arredamento che tendono a ridurre il rimbombo.

Cuffie

Nessuna esigenza particolare. Meglio se cuffie chiuse o auricolari: hanno meno possibilità di far arrivare suoni al microfono.
Se non ne avete già, anche qualcosa di modesto come le Sennheiser HD 201 andrà bene,

Seconda sezione: allestimento postazione

In questa lista troverete gli accorgimenti per un posizionamento ottimale.
Sono volutamente privi di numerazione, in quanto tutti di pari importanza: imparateli a memoria o annotateli in un posto comodo, e sarete pronti a registrare.

  • Assicuratevi che le ventole del computer non entrino nella registrazione. L’ideale sarebbe chiuderlo in un altra stanza: una porta chiusa non lascerà entrare nessun rumore.
  • Posizionate il microfono lontano da pareti e sopratutto angoli: diminuirà le riflessioni.
  • Rivolgete il microfono verso il centro della stanza: diminuirà le riflessioni.
  • Se avete un armadio con dei vestiti, o uno scaffale con dei libri, provate a mettervi davanti: son degli anti riflessione insospettabilmente buoni.
  • Testate sempre prima di effettuare la registrazione definitiva: essendo un ambiente non professionale, potrebbero esserci imprevisti.
  • Non esagerate col volume in cuffia, altrimenti verrà ripreso dal microfono. Tenete conto che ne basta poco, giusto per sentire metronomo e base.

Posizionamento del microfono

Il microfono andrà posizionato in modo da non riprendere l’aria emessa dal cantante durante la performance.

Un metodo molto semplice per trovare questa posizione è far soffiare il cantante, e posizionare il microfono dove vi accorgete non arrivi l’aria.
Mettetelo a circa una ventina di Cm dalla bocca del cantante, e sempre puntato verso di essa.

In quest’immagine vi mostriamo un tipico buon posizionamento del microfono.

Voice recording microphone correct position

Ora siete pronti a registrare

Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

Il nostro primo post.

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Perché nessun suono è irripetibile?

Perché ogni fenomeno fisico è registrabile e analizzabile.

E quindi, riproducibile.

Tutto quello che può essere osservato e analizzato è riproducibile.

Il suono non è qualcosa di impalpabile o teorico: è un fenomeno fisico. Lo possiamo sentire.
(In questo link troverete la spiegazione di cos’è un suono.)

E anche vedere, grazie a spettrometrie, sonometrie e analisi d’immagine stereofonica.

Un suono non è altro che una somma di frequenze dotate di fase: possiamo analizzare quali frequenze e con quale fase costruiscono un suono, e riprodurle quando e come desideriamo.

Possiamo addirittura costruire una simulazione virtuale di uno strumento, e farla suonare.

Non molto differentemente da come edifici e aeroplani vengono testati al computer ancora prima che siano costruiti, in modo da evitare rischi per chi li userà.

Questa tecnologia si chiama sintesi a modelli fisici (in inglese, physical modeling).

L’unica cosa realmente irriproducibile è la fantasia.

La capacità di ognuno di noi di raccontare una storia diversa con l’arte.

La capacità di inventare musica nuova.

I suoni che la creano, con un po d’impegno, possono essere ricostruiti. Indifferentemente da che apparecchio li abbia creati.

La fantasia no.

Serve un artista.

Per tutto il resto, basta un computer.

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Salve amanti della musica.

Avete appena scoperto uno degli elementi più importanti del nostro nuovo sito: il blog di LmK Music Production.

Perché un blog?

La nostra missione è espressa chiaramente in qualsiasi parte del nostro sito: fare della buona arte. Fornire soluzioni audio convenienti e di qualità.

Sia di persona, che non.

Il nostro scopo non è far soldi con l’arte.

Il nostro scopo è usare i soldi per creare arte.

Non chiediamo di essere pagati perché ci piacciono i soldi.

Chiediamo di essere pagati per poter creare nuova arte.

Quindi, anche se non siete nostri clienti, ma state comunque seguendo un obiettivo artistico,

saremo felici di condividere con voi il nostro sapere.

Tutto ciò conduce a un’interessante particolarità di questo blog: non ci saranno bugie.

Leggere i soliti articoletti, frutto del marketing, privi di qualsiasi contenuto significativo, ci fa stare male.

Contrariamente, noi vi offriremo consigli professionali fruibili fin da subito.

Scriveremo come se stessimo scrivendo a uno dei nostri clienti.
A un nostro amico.

E, come avrete modo di vedere, tutte le soluzioni che proporremo saranno veloci, di qualità, ed estremamente convenienti.

Come abbiamo sempre affermato.

Ora vi chiederete: “Dov’è la fregatura?”

È semplice: non c’è.

Pronti a partire?

Guida: 7 regole per scegliere bene un computer per registrare.

Consigli intelligenti per il tuo prossimo computer per registrare.

Il computer è la parte centrale di ogni rispettabile studio di registrazione moderno.

Dal più piccolo home studio fino a strutture in grado di riprendere orchestre.

In questo tutorial vi spiegheremo come scegliere il computer giusto per le vostre registrazioni.

Il tutorial è riferito a situazioni non estreme (max 30/40 CHcontemporaneamente).

  • Non preoccupatevi della CPU.

    Registrare, anche molte tracce, è un compito che le moderne CPU svolgono senza alcun problema.

    Moderne s’intende dal dual core 2.5Ghz in su.

  • RAM

    Non avrete bisogno di particolari quantità di RAM. Con 2 GB potrete tranquillamente operare nelle più tipiche situazioni moderne (riprese anche fino a 20CH).

    Se volete andare sul sicuro, sopratutto per quanto riguarda possibilità di utilizzo del computer durante le registrazioni con più canali, 4 Gb sono un’ottima scelta.

  • Hard Disk.

    I moderni hard disk SATA sono in grado di reggere registrazioni multitraccia fino a quantità esorbitanti di tracce.

    Non c’è bisogno di comprare attrezzature particolari tipo hard disk da 10.000 RPM o sistemi SSD.
    Anche per quanto riguarda le dimensioni, è praticamente impossibile riempire un Hard Disk da 80 GB in una sola sessione. 

  • Non preoccupatevi del sistema operativo.

    Per registrare, va bene qualsiasi sistema operativo supporti la vostra scheda audio.

    Anche il leggendario Windows Xp.

  • Preoccupatevi della rumorosità (se è nella sala in cui registrate).

    Le ventole dei computer fanno rumore: assicuratevi che il vostro computer non crei talmente tanto rumore da dare fastidio alle registrazioni, o che abbiate la possibilità di posizionarlo in una sala separata a quella della ripresa.

    Una porta chiusa basterà a isolare il suono.

    In caso siate nella stessa sala, dovrete far conto di posizionarvi a una distanza adeguata dai microfoni (userete cavi molto lunghi per i microfoni).

  • Mac, Linux o Windows?

    Indifferente.

    Il sistema operativo non influisce sulla qualità di registrazione.

    In realtà, nessun software influisce sulla qualità di registrazione. È unicamente la componentistica audio a influire.

  • Deve essere perfettamente affidabile.

    Le registrazioni non ammettono errori: il vostro computer dovrà essere solido come una roccia.

    Ogni errore sarà irrimediabile.

    Usate unicamente computer di cui siete sicuri al 101% della loro stabilità sia software che harware.

    Sceglieteli come se steste scegliendo un attrezzatura medica.

Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

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E nel nostro sito potete ascoltare e vedere i risultati del nostro lavoro.


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Guida: 9 step per posizionare bene i monitor da studio

10 minuti per sistemare i vostri monitor da studio.

In questo tutorial vi daremo 9 semplici step per posizionare correttamente i vostri monitor audio da studio.

Questo è un tutorial per posizionare dei monitor audio da studio near field.

Premessa: avrete bisogno di 1 cavo/filo di 2mt, una livella laser e un’asta microfonica.

Va bene una qualsiasi livella laser: se ne trovano a pochi € in un qualsiasi negozio di utensileria.
Come questa, per esempio.

www.bricoman.it

www.bricoman.it

  • Controllate di avere le casse giuste dal nostro tutorial per scegliere i monitor giusti.

    Che troverete a questo link: 

  • Scegliete una stanza con queste caratteristiche (leggi sotto).

    Più caratteristiche riuscirà a rispettare, migliore sarà il vostro studio.

    • Muri spessi
    • Muri di materiale denso
    • Muri irregolari (pietra a vista, per esempio)
    • Muri non spogli (armadi con vestiti, armadi con libri, poltrone, divani…)
    • Angoli non spogli (gli angoli son delle zone acusticamente particolari
    • Non è vicina a camere da letto/zone abitate frequentemente
    • Non è in vicinanze di sistemi di trasporto pubblico rumorosi (metro, tram, treno, base di lancio missilistico…)
    • Non ha vicini rumorosi
    • Poco umida
    • Ha temperature non eccessivamente alte/basse
  • Scegliete e posizionate il banco da lavoro.

    Preferite banchi solidi e pieni (senza spazio per le gambe sotto): avranno una migliore resa acustica.

    Mettetelo con le spalle verso la parete più larga, e allontanatelo leggermente dal muro (intorno ai 30/40cm è generalmente ok).

  • Mettete i monitor sul bordo del banco.

    Qualsiasi cosa mettiate sotto i monitor rischierà di creare riflessioni. E le riflessioni alterano il segnale.

    Cercate di tenere il fronte delle casse il più sgombro possibile, ma senza eccedere nella preoccupazione: una tastiera, per esempio, non creerà particolari problemi.

    E, sì, state immaginando bene: metterle dietro un enorme banco di mixing con millemila fader non è una buona idea.

    Provate a mettervi un quaderno sotto il mento mentre parlate, e ascoltate la differenza. E la voce umana ha molte meno frequenze di un segnale audio.

    Giusta posizione casse bordo.

    Giusta posizione casse bordo.

  • Mettete i monitor in modo che i tweeter siano all’altezza delle vostre orecchie.

    Gli alti sono estremamente direzionali: per poterli sentire bene dovrete puntarveli esattamente all’altezza delle orecchie.

  • Impostate il triangolo.

    Mettete le casse in modo da creare grossomodo un triangolo equilatero con ad un vertice la vostra testa.

    Un metodo rapido è mettere usare le vostre braccia come righelli: distendetele a creare grossomodo un triangolo equilatero, e mettere le casse davanti ai palmi delle vostre mani.

  • Perfezionate il triangolo.

    Estendete l’asta microfonica verticalmente, e mettetela dove sarà la vostra testa.

    Prendete il cavo, misurate la distanza tra asta e tweeter e, tenendola col dito, usatela per uguagliare le distanze tra questi punti:

    • Tweeter 1 – Tweeter 2
    • Tweeter 1 – Asta
    • Tweeter 2 – Asta

    Così, avrete ottenuto un perfetto triangolo equilatero.
    Come quello in questa figura.

    Monitor da studio posizionati correttamente.

    Monitor da studio posizionati correttamente.

  • Puntamento laser.

    Appoggiate la livella laser sopra i monitor, esattamente sopra il tweeter, e girate il monitor fino a che il tweeter non sia allineato con l’asta microfonica.

    Ovviamente, non spostate assolutamente asta o monitor: girate i monitor in modo che il tweeter sia rivolto verso l’asta.

  • Vittoria.

    Stappate lo spumante e mettete Lateralus dei Tool a tutto volume nel vostro impianto ora finalmente posizionato in maniera perfetta.

A questo punto, il vostro impianto sarà posizionato in maniera eccellente.

In altri tutorial vi spiegheremo come preparare acusticamente la stanza dove avete messo i monitor come risolvere eventuali problemi acustici che stanno rovinando l’affidabilità dei vostri monitor da studio.


Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

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10 regole per scegliere le cuffie giuste

Consigli intelligenti per trovare le cuffie giuste per te.

Le cuffie sono un attrezzatura audio abbastanza particolare, e in molti casi indispensabile.
Sia per motivi professionali (riprese live)
…sia un po meno (coinquilini che vogliono dormire).

In questa guida vi mostreremo le regole per scegliere quelle giuste per voi.

  • È meglio siano richiudibili.

    Le cuffie sono delle attrezzature che è praticamente impossibile rimangano sempre nel vostro studio.
    Data questa caratteristica, è fortemente consigliato prendere dei modelli richiudibili.

    Cuffia richiudibile.

    Cuffia richiudibile.

    Se prendete dei modelli fissi non troverete custodie adatte, e saranno anche abbastanza ingombranti.

  • È meglio siano robuste.

    Come detto precedentemente, le cuffie son il tipico strumento che non rimane chiuso in studio. E, anzi: vedranno parecchio rock’n’roll, facendo da una testa all’altra durante le vostre serate.
    Quindi, cercate dei modelli di costruzione solida. Preferibilmente con copertura dei padiglioni sostituibile con relativa facilità: sarà la parte più soggetta a usura.

  • Le cuffie non hanno grafici di risposta in frequenza affidabili: fidatevi solo della prova d’ascolto.

    È la caratteristica più peculiare delle cuffie: i loro grafici di risposta in frequenza non sono interpretabili.
    Quindi, non potrete capire qual’è la più fedele semplicemente leggendo i grafici di risposta in frequenza.

    Questo è dovuto a un approccio estremamente particolare adottato durante la loro progettazione: l’implementazione di un impronta HRTF nella loro risposta in frequenza.

    Per chi volesse avventurarsi nella spiegazione di questo argomento, abbiamo preparato questo tutorial: *articolo*

  • Non compratele con intenzione di sistemare suoni o mixare.

    Un altra conseguenza del punto precedente è il fatto che le cuffie, per quanto buone, sono abbastanza inaffidabili.
    Data la loro natura costruttiva odierna, la cuffia lineare è praticamente impossibile.

    Per alcune persone saranno più lineari, per altre meno.

    Il giusto modo di usare le cuffie è tipicamente per monitoring. Ovvero: pura supervisione del progetto, senza grandi pretese di fedeltà sonora o di editing audio.

    Scoprirete con l’esperienza quanto potrete osare con le vostre cuffie nell’editing audio.

  • Provatele sempre.

    Purtroppo, molte cuffie anche di fascia alta presentano qualità sonora scadente.

    Il che, sommato al fatto che la curva di risposta in frequenza non è interpretabile, rende la scelta di un paio di cuffie affidabili abbastanza empirica.

    Non ci son molti metodi scientifici per decretare quale sia la migliore: dovrete mettervele in testa e provarle.

  • Non aspettatevi isolamento dall’esterno.

    Anche le cuffie dall’aria più imponente non offriranno un buon isolamento dall’esterno.

    Quindi, preparatevi a “intrusioni sonore” dall’ambiente circostante.

    L’unica eccezione sono le cuffie per batteristi in cui è specificamente indicata la loro capacità di abbattimento sonoro in dB.

  • Non preoccupatevi del tipo di cavo.

    Se è corto potrete comprare una prolunga (estremamente economica), se è lungo potrete semplicemente tenerlo arrotolato.

  • Fate attenzione al comfort.

    Per utilizzi di poco tempo, nessuna cuffia moderna presenta particolari controindicazioni.

    Se invece volete tenerle indossate per parecchie ore (un evenienza non troppo remota), assicuratevi che si adattino bene alla vostra testa.

  • Le cuffie buone non sono appariscienti: son fatte per suonare, non per sembrare.

    Se la cuffia che state vedendo ha un estetica particolarmente appariscente, è molto probabile che il lato tecnico sia stato trascurato: le cuffie professionali sono strumenti di lavoro. La loro apparenza estetica è ininfluente.

    Questo fenomeno è particolarmente frequente in questi ultimi anni, in cui le cuffie son diventate anche un accessorio di moda.

    Ma, se siete qua, la vostra intenzione non è sembrare: è fare.

Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

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8 regole per scegliere i monitor da studio giusti

Consigli intelligenti per ascolti professionali.

Un altro passo molto importante per fare musica seriamente è l’acquisto di un paio di monitor audio da studio.

Purtroppo si tratta di un’attrezzatura piuttosto complessa, e che in molti casi bisognerà accontentarsi di usare solo per una parte delle sue potenzialità.

  • Near field? Mid field? Far field?

    Assolutamente near field.
    Mid field e far field sono estremamente costosi e, anche quando accessibili, son di gestione troppo complicata per un utilizzo basic come un home/project studio.
    Oltretutto, quando avrete a che fare con monitor di quella qualità, saranno altri a sistemarli per voi.

  • Dimensioni stanza.

    La dimensione della vostra stanza sarà cruciale per la qualità degli ascolti: la grandezza della stanza dovrà crescere con la grandezza dei monitor, pena il loro cattivo funzionamento.

    Se avete una stanza di più di circa 4x4x2.5mt, potrete permettervi dei monitor da 8”. 5x5x3mt, per esempio, è un’ottima misura per dei monitor da 8”.

    Se non avete la fortuna di avere una stanza così grande, è consigliabile l’acquisto di monitor da 5”.

    Se la stanza è di molti metri più grande di 4x4x2.5mt, potreste avere problemi di riverbero.

  • 5” vs 8”

    I monitor da 5” son più economici, ma non vi permetteranno di lavorare sulle frequenze basse. Son ideati per lavorare in compagnia di un subwoofer.

    Quelli da 8” son più costosi, ma vi permetteranno di iniziare a lavorare anche sulle frequenze basse. Hanno un ottimo rapporto qualità prezzo.

    Se volete iniziare ad avere a che fare seriamente col suono, vi consigliamo l’acquisto di monitor da 8”.

    Un setup 5” + subwoofer costerà molto di più di un sistema 8”, e avrà molte più difficoltà di settaggio.

  • Ascolti multipli?

    Inutili.
    Se avete dei buoni monitor, basterà filtrare il loro segnale in ingresso tramite un equalizzatore: otterrete la risposta in frequenza di qualsiasi altoparlante vogliate.

    Un unico paio di ottimi monitor da studio è la scelta migliore.

  • Che marca?

    Non fate granché caso alla marca.
    La marca non è il reale parametro che dirà la qualità dei vostri monitor.
    Ci son monitor di marche semi sconosciute che suonano realmente bene, e monitor di marche famose che suonano “meh”.

    Parlando di affidabilità, i monitor moderni, se trattati bene, sono praticamente tutti estremamente affidabili.

    Il vero sistema per capire qual’è il miglior monitor è nel punto successivo.

  • Risposta in frequenza

    La risposta in frequenza dei monitor è la loro qualità sonora.
    Più è piatta e più il vostro monitor riprodurrà fedelmente i suoni che gli manderete.
    La scelta, in questo caso, è molto semplice: confrontate le risposte in frequenza dei vari monitor che state scegliendo, e scegliete il modello con la curva più piatta.

    Se avete la fortuna di poterla leggere, è questa la via più veloce e affidabile per capire la qualità di un monitor audio.

    Se purtroppo non la avete, nei 2 successivi punti vi suggeriremo dei metodi per testare i vostri nuovi monitor.

  • Test tramite musica

    Se volete veramente mettere sotto pressione un impianto, Metal e musica orchestrale sono la scelta giusta.

    Sono delle tipologie musicali dotate di grande escursione dinamica (partono dal silenzio e arrivano fino a volumi enormi) e timbrica (i loro suoni sono estremamente sgargianti).

    Pezzi minimali come Blues, Jazz o strumenti solisti sono abbastanza sconsigliabili per testare il vostri nuovi monitor audio.
    Non metteranno realmente sotto pressione tutte le capacità timbriche dei vostri nuovi monitor.
    Inoltre, data la loro poverà timbrica (non hanno dei suoni molto corposi), vi faranno sembrare più bello l’impianto.
    Questo per il semplice motivo che, non avendo grandi richieste timbriche, il messaggio musicale verrà consegnato relativamente intiero, dandovi le emozioni che avrebbe dovuto darvi.

    È ora di tirare fuori Brahms e i Periphery, insomma.
    O anche il disco solista di LmK: https://open.spotify.com/album/3zoTvDRS0ANwoNp8AFn36d

  • Per i più coraggiosi: analisi spettrometrica

    Il reale metodo per provare voi stessi la qualità dei monitor, è un analisi spettrometrica.
    La musica, per quanto sgargiante, è sempre diversa.
    Ergo, dovreste provare tutta la musica del mondo per testare la qualità dei vostri monitor.

    …oppure

    mandargli dentro un segnale con ogni frequenza sonora possibile (rumore bianco/rosa), e analizzare il risultato acustico tramite un microfono estremamente fedele (microfono di misurazione/sonda).

    In termini tecnici: un analisi spettrometrica.

    Il risultato dell’analisi spettrometrica sarà una risposta in frequenza.
    Esattamente quella di cui si parlava prima (5).

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11 regole per comprare gli strumenti giusti

Consigli intelligenti per scegliere gli strumenti giusti per la vostra passione.

Con le attrezzature giuste, sarete a metà del lavoro.

Quindi, abbiamo creato una lista di consigli utili a darvi la giusta mentalità per scegliere quelle giuste.

  • Quanto amate la vostra passione?

    Volete provare a farla diventare un lavoro? O è giusto un passatempo?

    • Nel primo caso, dovrete scegliere molto bene i vostri strumenti, e non preoccuparvi di spendere molto. E sarebbe altamente consigliabile l’aiuto di un affidabile professionista del suono. Oppure, l’acquisizione autonoma di un impeccabile conoscenza del vostro lavoro (sia di aspetti pratici che economici).
      Se sceglierete bene i vostri soldi torneranno presto indietro, grazie ai vostri clienti.
    • Nel secondo caso, non preoccupatevi più di tanto. Non avete nessun mercato in cui convivere: pensate solo a divertirvi, senza troppe preoccupazioni.
  • Avrete dei clienti?

    Perché, se ne avrete, dovrete creare qualcosa che suonerà bene anche in altri impianti, in altre stanze, e che dovrà far felici anche altre persone. Molte volte, persone che avranno ascoltato tanta buona musica, in buoni impianti, e a cui non importa se avete iniziato da poco.

    In parole povere: dovrete adeguarvi agli standard di mercato, sia tecnici che artistici.

  • Avete il posto giusto per le vostre nuove attrezzature?

    Batterie e amplificatori per chitarra son rumorosi, i monitor audio hanno bisogno di stanze trattate acusticamente, i realpiano sono ingombranti…

    State sempre estremamente attenti a dove userete le vostre nuove attrezzature: un posto sbagliato le renderà inutili.
    Se prendete un paio di fantastici monitor da 8″ e li mettete in una stanza da 2x3mt, saranno completamente inutilizzabili a causa di ragioni acustiche.
    Stessa cosa per un microfono economico, che potrà suonare bene in studio, ma gracchierà parecchio in un ambiente live con umidità e urti.

    Non siate egocentrici o frettolosi, o non potrete godervi la vostra nuova attrezzatura.

  • Pensate sempre prima a cosa fare, non a come farlo

    State comprando uno strumento: state comprando qualcosa che vi aiuterà a ottenere qualcosa.
    È nel suo significato: “strumento”, non “scopo”.

    Non focalizzatevi troppo sullo strumento.
    In realtà, sarebbe meglio proprio non pensare allo strumento: pensate solo a quello che volete realizzare.

    Pensate nuovamente al vostro strumento solo quando vi troverete completamente bloccati nella vostra impresa, e sarete sicuri che le vostre abilità coprono assolutamente qualsiasi aspetto di quello che state realizzando.

  • Sono solo strumenti: non suoneranno per voi.

    Non comprate nulla col pensiero di “mi farà il lavoro”: sarete -voi- a fare il lavoro, con l’aiuto di uno strumento.

    Se non avete chiara idea di come creare qualcosa, non vi serve un nuovo strumento: vi serve più conoscenza.

  • E, anche ci riuscissero, non avrebbe alcun senso.

    L’arte è espressione.
    Quello che la rende così bella e speciale è la sua varietà. Il fatto che mettiamo la nostra anima nella nostra arte.

    Dov’è il senso di calcare un tasto? Non state facendo arte: state calcando un bottone, e ascoltando qualcosa fatto da altri. Non state essendo voi stessi: state essendo il surrogato di qualcun altro.

    Siete sicuri di voler spendere il vostro tempo essendo il surrogato di qualcun altro?

  • Non usate solo le orecchie: usate anche il cervello. (Piccola introduzione alla psicoacustica)

    Non abbiamo spettrometri e hard disk: abbiamo orecchie e anima.
    Non siamo macchine che memorizzano dati: siamo umani che ricordano emozioni.

    Non memorizziamo dati: memorizziamo sensazioni. Non “110db, 80Hz”: “un suono forte e basso”.
    È la ragione per cui possiamo fare arte: abbiamo sentimenti.

    E anche il motivo per cui possiamo dire di essere vivi.

    …e anche quello per cui non siamo molto inclini a memorizzare dati precisi, come caratteristiche acustiche o risposte in frequenza.

    Per esempio, nei vostri primi anni di mixing, sarà molto frequente essere stra felici per un mix unicamente per scoprire, il giorno dopo, che faceva veramente schifo.
    È normale.
    Passerà con anni di buona pratica.
    È la differenza tra essere professionisti e non.

  • NON ASCOLTATE I TESTIMONIAL (...a meno che non siate grandi amici)

    Sono pieni di finanziamenti di produzione: possono permettersi di comprare qualcosa per la sua estetica (a cosa pensate serva un muro di amplificatori Marshall?), e hanno un esercito di eccellenti tecnici audio pronti a risolvere qualsiasi tipo di problema derivante da questo modo di pensare “coreografico”.

    E, molto importante: non gli importa di voi. Sono pagati per pubblicizzare. Non andranno in bancarotta se non farete la musica che avreste voluto.
    E, oltretutto, non saprete cosa effettivamente usano fino al giorno in cui non lavorerete con loro.

  • NON ASCOLTATE AMICI O PARENTI (...a meno che non siano affermati professionisti audio)

    Il fatto che gli vogliate bene e che abbiate tanti bei ricordi assieme non vuol dire che abbiano conoscenze musicali professionali.

    Non c’è nulla di sbagliato: la musica non è uno scherzo. È una cosa seria.
    La tua passione è una cosa seria. E deve essere trattata solo da abili professionisti.

  • Non ascoltate nessuno che non sappia fornirvi spiegazioni scientifiche.

    La via più veloce per capire se si tratta di un buon consiglio è molto semplice: perché?
    Se volete fare della vostra passione il vostro lavoro, non accettate mai nulla di precotto: chiedete sempre “perché?” E non accettate mai “Eh, perché si fa così”: chiedete una spiegazione scientifica rigorosa.

    Con le attrezzature musicali non si parla di magia: si parla di attrezzature create partendo da solide basi scientifiche. 
    La risposta in frequenza o il diagramma polare di un microfono, per esempio: questo microfono è figo come dicono? Perfetto: vediamo la scheda tecnica.

  • Ma non dimenticate mai che non state facendo matematica: state facendo arte.

    Un approfondita conoscienza scientifica della vostra strumentazione è solo un modo per avere la strada più chiara nel realizzare quello che vi piace. Non è una “gara ai numeri più grandi”.

    Uno strumento perfetto per la situazione A potrebbe essere la scelta peggiore per la situazione B: è tutto nel contesto. È arte.
    È tutto in quello che volete creare.
    Non dimenticatelo mai.

Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

Il nostro primo post.

E nel nostro sito potete ascoltare e vedere i risultati delle nostre conoscienze.

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