Music instruments.

11 regole per comprare gli strumenti giusti

Consigli intelligenti per scegliere gli strumenti giusti per la vostra passione.

Con le attrezzature giuste, sarete a metà del lavoro.

Quindi, abbiamo creato una lista di consigli utili a darvi la giusta mentalità per scegliere quelle giuste.

  • Quanto amate la vostra passione?

    Volete provare a farla diventare un lavoro? O è giusto un passatempo?

    • Nel primo caso, dovrete scegliere molto bene i vostri strumenti, e non preoccuparvi di spendere molto. E sarebbe altamente consigliabile l’aiuto di un affidabile professionista del suono. Oppure, l’acquisizione autonoma di un impeccabile conoscenza del vostro lavoro (sia di aspetti pratici che economici).
      Se sceglierete bene i vostri soldi torneranno presto indietro, grazie ai vostri clienti.
    • Nel secondo caso, non preoccupatevi più di tanto. Non avete nessun mercato in cui convivere: pensate solo a divertirvi, senza troppe preoccupazioni.
  • Avrete dei clienti?

    Perché, se ne avrete, dovrete creare qualcosa che suonerà bene anche in altri impianti, in altre stanze, e che dovrà far felici anche altre persone. Molte volte, persone che avranno ascoltato tanta buona musica, in buoni impianti, e a cui non importa se avete iniziato da poco.

    In parole povere: dovrete adeguarvi agli standard di mercato, sia tecnici che artistici.

  • Avete il posto giusto per le vostre nuove attrezzature?

    Batterie e amplificatori per chitarra son rumorosi, i monitor audio hanno bisogno di stanze trattate acusticamente, i realpiano sono ingombranti…

    State sempre estremamente attenti a dove userete le vostre nuove attrezzature: un posto sbagliato le renderà inutili.
    Se prendete un paio di fantastici monitor da 8″ e li mettete in una stanza da 2x3mt, saranno completamente inutilizzabili a causa di ragioni acustiche.
    Stessa cosa per un microfono economico, che potrà suonare bene in studio, ma gracchierà parecchio in un ambiente live con umidità e urti.

    Non siate egocentrici o frettolosi, o non potrete godervi la vostra nuova attrezzatura.

  • Pensate sempre prima a cosa fare, non a come farlo

    State comprando uno strumento: state comprando qualcosa che vi aiuterà a ottenere qualcosa.
    È nel suo significato: “strumento”, non “scopo”.

    Non focalizzatevi troppo sullo strumento.
    In realtà, sarebbe meglio proprio non pensare allo strumento: pensate solo a quello che volete realizzare.

    Pensate nuovamente al vostro strumento solo quando vi troverete completamente bloccati nella vostra impresa, e sarete sicuri che le vostre abilità coprono assolutamente qualsiasi aspetto di quello che state realizzando.

  • Sono solo strumenti: non suoneranno per voi.

    Non comprate nulla col pensiero di “mi farà il lavoro”: sarete -voi- a fare il lavoro, con l’aiuto di uno strumento.

    Se non avete chiara idea di come creare qualcosa, non vi serve un nuovo strumento: vi serve più conoscenza.

  • E, anche ci riuscissero, non avrebbe alcun senso.

    L’arte è espressione.
    Quello che la rende così bella e speciale è la sua varietà. Il fatto che mettiamo la nostra anima nella nostra arte.

    Dov’è il senso di calcare un tasto? Non state facendo arte: state calcando un bottone, e ascoltando qualcosa fatto da altri. Non state essendo voi stessi: state essendo il surrogato di qualcun altro.

    Siete sicuri di voler spendere il vostro tempo essendo il surrogato di qualcun altro?

  • Non usate solo le orecchie: usate anche il cervello. (Piccola introduzione alla psicoacustica)

    Non abbiamo spettrometri e hard disk: abbiamo orecchie e anima.
    Non siamo macchine che memorizzano dati: siamo umani che ricordano emozioni.

    Non memorizziamo dati: memorizziamo sensazioni. Non “110db, 80Hz”: “un suono forte e basso”.
    È la ragione per cui possiamo fare arte: abbiamo sentimenti.

    E anche il motivo per cui possiamo dire di essere vivi.

    …e anche quello per cui non siamo molto inclini a memorizzare dati precisi, come caratteristiche acustiche o risposte in frequenza.

    Per esempio, nei vostri primi anni di mixing, sarà molto frequente essere stra felici per un mix unicamente per scoprire, il giorno dopo, che faceva veramente schifo.
    È normale.
    Passerà con anni di buona pratica.
    È la differenza tra essere professionisti e non.

  • NON ASCOLTATE I TESTIMONIAL (...a meno che non siate grandi amici)

    Sono pieni di finanziamenti di produzione: possono permettersi di comprare qualcosa per la sua estetica (a cosa pensate serva un muro di amplificatori Marshall?), e hanno un esercito di eccellenti tecnici audio pronti a risolvere qualsiasi tipo di problema derivante da questo modo di pensare “coreografico”.

    E, molto importante: non gli importa di voi. Sono pagati per pubblicizzare. Non andranno in bancarotta se non farete la musica che avreste voluto.
    E, oltretutto, non saprete cosa effettivamente usano fino al giorno in cui non lavorerete con loro.

  • NON ASCOLTATE AMICI O PARENTI (...a meno che non siano affermati professionisti audio)

    Il fatto che gli vogliate bene e che abbiate tanti bei ricordi assieme non vuol dire che abbiano conoscenze musicali professionali.

    Non c’è nulla di sbagliato: la musica non è uno scherzo. È una cosa seria.
    La tua passione è una cosa seria. E deve essere trattata solo da abili professionisti.

  • Non ascoltate nessuno che non sappia fornirvi spiegazioni scientifiche.

    La via più veloce per capire se si tratta di un buon consiglio è molto semplice: perché?
    Se volete fare della vostra passione il vostro lavoro, non accettate mai nulla di precotto: chiedete sempre “perché?” E non accettate mai “Eh, perché si fa così”: chiedete una spiegazione scientifica rigorosa.

    Con le attrezzature musicali non si parla di magia: si parla di attrezzature create partendo da solide basi scientifiche. 
    La risposta in frequenza o il diagramma polare di un microfono, per esempio: questo microfono è figo come dicono? Perfetto: vediamo la scheda tecnica.

  • Ma non dimenticate mai che non state facendo matematica: state facendo arte.

    Un approfondita conoscienza scientifica della vostra strumentazione è solo un modo per avere la strada più chiara nel realizzare quello che vi piace. Non è una “gara ai numeri più grandi”.

    Uno strumento perfetto per la situazione A potrebbe essere la scelta peggiore per la situazione B: è tutto nel contesto. È arte.
    È tutto in quello che volete creare.
    Non dimenticatelo mai.

Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

Il nostro primo post.

E nel nostro sito potete ascoltare e vedere i risultati delle nostre conoscienze.

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