Studio audio monitor.

8 regole per scegliere i monitor da studio giusti

Consigli intelligenti per ascolti professionali.

Un altro passo molto importante per fare musica seriamente è l’acquisto di un paio di monitor audio da studio.

Purtroppo si tratta di un’attrezzatura piuttosto complessa, e che in molti casi bisognerà accontentarsi di usare solo per una parte delle sue potenzialità.

  • Near field? Mid field? Far field?

    Assolutamente near field.
    Mid field e far field sono estremamente costosi e, anche quando accessibili, son di gestione troppo complicata per un utilizzo basic come un home/project studio.
    Oltretutto, quando avrete a che fare con monitor di quella qualità, saranno altri a sistemarli per voi.

  • Dimensioni stanza.

    La dimensione della vostra stanza sarà cruciale per la qualità degli ascolti: la grandezza della stanza dovrà crescere con la grandezza dei monitor, pena il loro cattivo funzionamento.

    Se avete una stanza di più di circa 4x4x2.5mt, potrete permettervi dei monitor da 8”. 5x5x3mt, per esempio, è un’ottima misura per dei monitor da 8”.

    Se non avete la fortuna di avere una stanza così grande, è consigliabile l’acquisto di monitor da 5”.

    Se la stanza è di molti metri più grande di 4x4x2.5mt, potreste avere problemi di riverbero.

  • 5” vs 8”

    I monitor da 5” son più economici, ma non vi permetteranno di lavorare sulle frequenze basse. Son ideati per lavorare in compagnia di un subwoofer.

    Quelli da 8” son più costosi, ma vi permetteranno di iniziare a lavorare anche sulle frequenze basse. Hanno un ottimo rapporto qualità prezzo.

    Se volete iniziare ad avere a che fare seriamente col suono, vi consigliamo l’acquisto di monitor da 8”.

    Un setup 5” + subwoofer costerà molto di più di un sistema 8”, e avrà molte più difficoltà di settaggio.

  • Ascolti multipli?

    Inutili.
    Se avete dei buoni monitor, basterà filtrare il loro segnale in ingresso tramite un equalizzatore: otterrete la risposta in frequenza di qualsiasi altoparlante vogliate.

    Un unico paio di ottimi monitor da studio è la scelta migliore.

  • Che marca?

    Non fate granché caso alla marca.
    La marca non è il reale parametro che dirà la qualità dei vostri monitor.
    Ci son monitor di marche semi sconosciute che suonano realmente bene, e monitor di marche famose che suonano “meh”.

    Parlando di affidabilità, i monitor moderni, se trattati bene, sono praticamente tutti estremamente affidabili.

    Il vero sistema per capire qual’è il miglior monitor è nel punto successivo.

  • Risposta in frequenza

    La risposta in frequenza dei monitor è la loro qualità sonora.
    Più è piatta e più il vostro monitor riprodurrà fedelmente i suoni che gli manderete.
    La scelta, in questo caso, è molto semplice: confrontate le risposte in frequenza dei vari monitor che state scegliendo, e scegliete il modello con la curva più piatta.

    Se avete la fortuna di poterla leggere, è questa la via più veloce e affidabile per capire la qualità di un monitor audio.

    Se purtroppo non la avete, nei 2 successivi punti vi suggeriremo dei metodi per testare i vostri nuovi monitor.

  • Test tramite musica

    Se volete veramente mettere sotto pressione un impianto, Metal e musica orchestrale sono la scelta giusta.

    Sono delle tipologie musicali dotate di grande escursione dinamica (partono dal silenzio e arrivano fino a volumi enormi) e timbrica (i loro suoni sono estremamente sgargianti).

    Pezzi minimali come Blues, Jazz o strumenti solisti sono abbastanza sconsigliabili per testare il vostri nuovi monitor audio.
    Non metteranno realmente sotto pressione tutte le capacità timbriche dei vostri nuovi monitor.
    Inoltre, data la loro poverà timbrica (non hanno dei suoni molto corposi), vi faranno sembrare più bello l’impianto.
    Questo per il semplice motivo che, non avendo grandi richieste timbriche, il messaggio musicale verrà consegnato relativamente intiero, dandovi le emozioni che avrebbe dovuto darvi.

    È ora di tirare fuori Brahms e i Periphery, insomma.
    O anche il disco solista di LmK: https://open.spotify.com/album/3zoTvDRS0ANwoNp8AFn36d

  • Per i più coraggiosi: analisi spettrometrica

    Il reale metodo per provare voi stessi la qualità dei monitor, è un analisi spettrometrica.
    La musica, per quanto sgargiante, è sempre diversa.
    Ergo, dovreste provare tutta la musica del mondo per testare la qualità dei vostri monitor.

    …oppure

    mandargli dentro un segnale con ogni frequenza sonora possibile (rumore bianco/rosa), e analizzare il risultato acustico tramite un microfono estremamente fedele (microfono di misurazione/sonda).

    In termini tecnici: un analisi spettrometrica.

    Il risultato dell’analisi spettrometrica sarà una risposta in frequenza.
    Esattamente quella di cui si parlava prima (5).

Se volete sapere il perché della creazione di questi tutorial, lo troverete in questo post

Il nostro primo post.

E nel nostro sito potete ascoltare e vedere i risultati delle nostre conoscienze.

Fateci sapere di voi!

Se avete trovato utile questo posto, condividete con noi le vostre esperienze sulle nostre pagine social!

Magari assieme a un link di quello che avete creato, e usando il nostro hashtag #lmkmprod per permetterci di trovarvi tutti.

Aspettiamo vostre notizie!

1 commento

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *